Livelli di concentrazione di ozono nell’aria (D.Lgs. 155/2010). Comportamenti da assumere

Con l’approssimarsi della stagione estiva torna d’attualità il problema dell’inquinamento atmosferico da ozono.

L’ozono è un inquinante secondario che si forma in atmosfera a partire da precursori (inquinanti primari) prodotti da varie sorgenti (veicoli a motore, industrie, processi di combustione). Questo processo è influenzato da variabili meteorologiche come l’intensità delle radiazioni solari, la temperatura, la direzione e la velocità del vento. Si tratta, pertanto, di un’inquinante stagionale caratteristico delle stagioni tardo-primaverile ed estiva e delle ore più calde ed assolate della giornata.

Gli effetti provocati dall’ozono vanno dall’irritazione alla gola e alle vie respiratorie, al bruciore degli occhi; concentrazioni più elevate dell’inquinante possono comportare alterazioni delle funzioni respiratorie ed aumento nella frequenza degli attacchi asmatici, soprattutto nei soggetti sensibili.

Alla pagina http://www.arpa.veneto.it/ozono/mappe_previsione_ozono.php sono disponibili le mappe interattive di previsione dell’ozono realizzate con il sistema modellistico SPIAIR, che, in base alle condizioni meteorologiche attese, formula la previsione delle concentrazioni di ozono per tutto il territorio regionale, con un dettaglio spaziale di 4×4 km.

Per l’importanza dell’argomento e per gli effetti che un’esposizione prolungata a livelli elevati di ozono può provocare sulla salute umana, si ritiene necessario che la cittadinanza venga adeguatamente informata su una serie di comportamenti e di misure che possono comunque contribuire a limitare l’esposizione del singolo.

In generale sono tre le categorie di persone particolarmente sensibili all’ozono:

  1. Bambini: sono il gruppo a più alto rischio perché trascorrono gran parte del periodo estivo all’aperto, sono spesso impegnati in attività fisiche intense e a causa della maggior frequenza degli atti respiratori inalano quantità maggiori di inquinanti. I bambini hanno anche maggiori probabilità di sviluppare l’asma, che è la malattia cronica più comune per questa categoria, o altre malattie respiratorie.
  2. Adulti in buona salute che fanno attività fisica all’aperto (sia essa sportiva o lavorativa) diventano un gruppo “sensibile” perché sono più esposti all’ozono rispetto alla popolazione meno attiva;
  3. Persone con malattie respiratorie (asma, broncopneumopatie croniche) che rendono i polmoni più vulnerabili agli effetti dell’ozono. Pertanto, gli individui che si trovano in queste condizioni manifestano gli effetti dell’ozono prima e a concentrazioni più basse rispetto agli individui meno sensibili. Questo gruppo può includere molte persone anziane.

Per valori di concentrazione di ozono superiori a 120µg/m3, è opportuno per tutti, ed in particolare per i gruppi a rischio, adottare una serie di comportamenti atti a ridurre il più possibile l’esposizione, ovvero:

  • ventilare gli ambienti domestici nelle ore più fresche della giornata, specialmente quelle del primo mattino, quando le concentrazioni di ozono sono più basse;
  • svolgere i lavori pesanti o le attività sportive nelle prime ore del giorno o in serata;
  • i soggetti a rischio trascorrano le ore più calde della giornata all’interno delle abitazioni ed evitino di svolgere qualunque attività fisica, anche moderata, all’aperto in particolare nelle ore più calde e di massima insolazione della giornata (usualmente tra le 12 e le 18);
  • tutti, evitino un’attività fisica intensa all’aperto nelle ore più calde e di massima insolazione della giornata;
  • durante il periodo estivo molti bambini sono impegnati in varie attività di tipo ludico, culturale e ricreativo, pertanto è opportuno ricordare ai responsabili di queste iniziative le indicazioni sopra riportate affinché vengano adottate tutte le precauzioni che consentano di ridurre l’esposizione. È pertanto preferibile che le attività sportive ed i giochi di movimento vengano effettuati al mattino e che al pomeriggio si privilegino le attività in ambienti confinati.

 

Di seguito l’allegato da cui visionare il comunicato dell’Az. ULSS5 Polesana – Dip. di Prevenzione, Servizio di Sanità Pubblica

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