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Bonifica siti contaminati

CO.IM.PO. S.r.l. Tavoli tecnici

Inquinamento del suolo e delle acque superficiali e sotterranee

 
Descrizione
 

Con il termine "sito contaminato" ci si riferisce a tutte quelle aree nelle quali, in seguito ad attività umane svolte o in corso, è stata accertata un'alterazione delle caratteristiche naturali dei terreni, delle acque superficiali e sotterranee, che comporta un superamento delle concentrazioni dei parametri stabiliti dalla normativa.
Quando, a seguito di un evento, un sito è potenzialmente inquinato, la normativa prevede l'attivazione di uno specifico iter amministrativo, di cui è consultabile uno schema a scopo esemplificativo di seguito:

Fasi principali dell'iter amministrativo:

  • indagine preliminare
  • comunicazione di accertato superamento delle Concentrazioni soglia contaminazione (Csc)
  • piano di caratterizzazione
  • analisi di rischio
  • piano di monitoraggio
  • progetto di bonifica
  • certificazione

 

Approfondimenti

 

E' prevista una procedura semplificata dell'iter amministrativo per siti di ridotte dimensioni (come per esempio la rete di distribuzione carburanti), oppure per eventi accidentali che interessano aree circoscritte, anche nell'ambito di siti industriali, con una superficie non superiore a 1.000 metri quadrati.
Nella sezione "Documenti" di questa pagina è consultabile uno schema, a scopo esemplificativo, dell'iter previsto dalla procedura semplificata.

 

Messa in sicurezza e bonifica dei punti vendita carburante

 

In data 12 febbraio 2015 è uscito il Decreto del Ministero dell'Ambiente n. 31, un Regolamento recante criteri semplificati per la caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica dei suoli e delle acque sotterranee per le aree di sedime o di pertinenza dei punti vendita carburanti, ai sensi dell'articolo 252, comma 4, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

Il Decreto Ministeriale, oltre a definire tempi procedurali in parte diversi dall'art. 242 del D.Lgs. n. 152/2006, sostanzialmente regolamenta quanto già previsto dall'Appendice V ai "Criteri metodologici per l'analisi assoluta di rischio ai siti contaminati" di ISPRA.

Tra le principali novità definisce un limite per i parametri MTBE, ETBE e piombo tetraetile, riproponendo quanto suggerito dall'Istituto Superiore della Sanità (Parere del 2001 n. 57058 IA/12).

 

Normativa di riferimento

  • D.Lgs. n. del 16 gennaio 2008 "Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del D.Lgs. 152/06 recante norme in materia ambientale".
  • L.R. n. 20 del 16 agosto 2007 "Disposizioni di riordino e semplificazione normativa - collegato alla legge finanziaria 2006 in materia di difesa del suolo, lavori pubblici e ambiente".
  • D.Lgs. n. 152 del 3 aprile 2006 "Codice dell'ambiente".
  • D.G.R.V. n. 2922 del 3 ottobre 2003 "Definizione delle linee guida per il campionamento e l'analisi dei campioni dei siti inquinati - protocollo operativo"
  • DM Ambiente 12 Febbario 2015, n. 31 "Regolamento recante criteri semplificati per la  caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica dei punti vendita carburanti"

 

Riferimenti Utili:

 
Settore Impianti Tecnologici – Manutenzione – Ambiente – Vigilanza - Biblioteca
con prenotazione dell'appuntamento:
email: ambiente@comune.adria.ro.it
Responsabile della procedura Ing. Carlo Gennaro – Capo Settore
email: cgennaro@comune.adria.ro.it - Telefono 0426 941369
Ufficio di riferimento: Protezione Civile – Politiche Energetiche – Tutela Ambientale - Piazza Bocchi n. 3 – 45011 Adria (RO)
Referente: Medea p.i. Luca
PEC: protocollo.comune.adria.ro@pecveneto.it
Tel. 0426 941368 – 0426 9411
Fax 0426 900380

Orario: lunedi, mercoledì e venerdì dalle 9:00 alle 12:30  con prenotazione dell'appuntamento.

Fasi dell'iter amministrativo per le bonifiche dei siti inquinati

Indice:

 

Indagine preliminare

Quando?
- Da svolgere a seguito di un evento che sia potenzialmente in grado di contaminare il sito, oppure all'atto di individuazione di contaminazione storica che possa ancora comportare rischi di aggravamento della situazione.

Come procedere?
- Dev'essere data immediata comunicazione agli Enti preposti (Comune, Provincia, Regione, Arpav e Prefetto);
- entro 24 ore, devono essere attuate le misure di prevenzione e di messa in sicurezza d'emergenza;
- una volta attuate le necessarie misure di prevenzione e di messa in sicurezza d'emergenza, l'Interessato svolge un'indagine preliminare nella zona potenzialmente contaminata. La C.T.P.A. (Commissione Tecnica Provinciale per l'Ambiente) ha fornito gli indirizzi operativi generali per la predisposizione e valutazione delle indagini preliminari.
- dove si accerti che il livello delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) non sia stato superato, si provvede al ripristino della zona contaminata, dandone notizia con apposito modello d'autocertificazione da presentare alla provincia entro 48 ore dalla comunicazione di ultimazione degli interventi.

 

Comunicazione d'accertato superamento delle Csc

Quando?
- Qualora a seguito dell'indagine preliminare venga accertato il superamento delle Csc, anche per un solo parametro normato dal D.Lgs. n. 152/2006.

Come procedere?
- L'interessato deve darne immediata comunicazione al Comune ed alla Provincia, nonchè all'Arpav competente.

 

Piano della caratterizzazione

Quando?
- Entro i 30 giorni successivi alla comunicazione di accertato superamento delle Concentrazioni soglia di contaminazione, l'interessato presenta il Piano della caratterizzazione a: Comune, Provincia, Arpav e Regione;
- oppure a seguito di un'ordinanza della Provincia.

Approvazione:
- Il Comune, convocata la Conferenza di servizi, entro 30 giorni autorizza con eventuali prescrizioni, il Piano della caratterizzazione.

 

Analisi di rischio

Quando?
- Sulla base delle risultanze della caratterizzazione, entro 6 mesi dall'approvazione del Piano di caratterizzazione, il soggetto responsabile presenta a Comune, Provincia ed Arpav, i risultati dell'Analisi di rischio (le cui linee guida sono consultabili al sito dell'Ispra).

Approvazione:
- Il Comune, convocata la Conferenza di servizi, entro 60 giorni approva il documento di analisi di rischio.

 

Piano di monitoraggio

Quando?
- Entro 60 giorni dall'approvazione dell'Analisi di rischio e qualora prescritto, il soggetto responsabile invia a: Comune, Provincia e Arpav il Piano di monitoraggio.

Approvazione:
- Il Comune, sentita la Provincia, entro 30 giorni approva il Piano di monitoraggio.

 

Progetto di bonifica

Quando?
- entro 6 mesi dall'approvazione dell'Analisi di rischio il soggetto responsabile presenta a Comune, Provincia e Arpav il Progetto operativo degli interventi di bonifica o di messa in sicurezza, operativa o definitiva, qualora:

- gli esiti della procedura di Analisi di rischio dimostrino il superamento delle Csr;
- a seguito dei risultati del Piano di monitoraggio prescritto abbia evidenziato un superamento dei valori delle Csr;

- anche senza eseguire la procedura di Analisi di rischio il soggetto responsabile intenda procedere alla bonifica nel rispetto delle Csc;

- a seguito di un'ordinanza della Provincia.


Approvazione:
- Il Comune, convocata la Conferenza di servizi, entro 60 giorni approva il Progetto operativo degli interventi di bonifica o di messa in sicurezza, operativa o definitiva.

 

Certificazione d'avvenuta bonifica

Quando?
- Al completamento degli interventi di bonifica, di messa in sicurezza operativa e di messa in sicurezza permanente, la Provincia mediante apposita certificazione, sulla base di una relazione tecnica predisposta dall'Arpav competente, accerta il completamento dei lavori, nonchè la conformità degli stessi al progetto approvato.

Come procedere? 

- Presentando alla Provincia di Rovigo, Via Celio 10, la richiesta di certificazione d'avvenuta bonifica su apposito modulo



Rilascio certificazione:
- entro 30 giorni dalla richiesta di certificazione.

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Indirizzi operativi per l'esecuzione dell'Indagine Preliminare

Il D.Lgs. n. 152/06, ha previsto nella primissima fase della procedura, una semplificazione operativa anche per garantire la tempestività delle operazioni. In effetti, dopo la realizzazione dei primissimi interventi costituiti dalle misure di prevenzione, è prevista la realizzazione da parte dell’interessato di un’indagine preliminare svolta in autonomia. Tuttavia, la norma non ha fornito espliciti criteri di esecuzione e valutazione dell'indagine. Ne consegue che talvolta le modalità di raccolta dei dati (es. numero dei sondaggi, modalità operative degli stessi, la profondità, parametri da ricercare, ecc.) possono essere un critico elemento di discussione, peraltro solo a posteriori. Per assicurare uno snellimento delle procedure ed al tempo stesso assicurare una corretta raccolta dei dati, a seguito degli indirizzi della C.T.P.A. nella seduta dell'11/3/09, arg. n. 6, vengono definiti i seguenti indirizzi tecnico-operativi:

- Vengono assunti a riferimento, le linee guida del D.M.A. n. 471/99 (seppure oggi superato dal D.Lgs. n. 152/06) e dalla D.G.R.V. n. 2922/03.

Più precisamente:

1. escavazione di terreni: realizzazione di analisi a parete e fondo scavo secondo le indicazioni della D.G.R.V. n. 2922/03, punto 9;

2. ulteriori sondaggi nell’area interessata, con i seguenti criteri:

  • per siti di superficie fino a 1.000 m2 n. 3 sondaggi almeno
  • per siti di superficie fino a 5.000 m2 n. 5 sondaggi almeno

3. analisi ad ogni metro di terreno, nonchè all’evidenza di anomalie e/o variazioni stratigrafiche;

4. ricerca dei parametri specifici oggetto della possibile contaminazione;

5. analisi delle acque sotterranee attraverso almeno 2 piezometri, oppure esplicita dichiarazione motivata che le acque sotterranee non possono essere state interessate dall’evento.

 

Data aggiornamento scheda

02/02/2018
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